Lussinpiccolo

Siete interessati a scoprire il patrimonio lapideo di Lussinpiccolo?

I partner progettuali abbiamo preparato informazioni dettagliate sui luoghi nei quali potete osservare il patrimonio lapideo di Lussino con accento sui muretti a secco e le costruzioni a secco in generale. Nell'ambito del progetto sono stati realizzati molti materiali informativi (brochure, monografie, pannelli, fotografie, video, cataloghi ecc.) ai quali si può accedere consultando il sito. L'audio guida, anch’essa un risultato del progetto, può essere scaricata sia dal sito sia tramite il codice QR direttamente in loco a Lussinpiccolo.

Dato che sull’isola non ci sono fonti di acqua perenni era necessario garantire l’approvvigionamento idrico affinché l’isola potesse essere abitata. Così gli abitanti cominciarono a raccogliere l’acqua piovana in piccole conche nel suolo carsico. Il fondo della conca veniva coperto da argilla rendendolo così impermeabile. Dato che tutti gli abitanti contribuivano alla realizzazione di questo tipo di stagno detto kal, tutti potevano usufruire dell’acqua raccolta in esso. Oltre a ciò l’intera popolazione contribuiva alla manutenzione e alla pulizia dello stagno.

Gli stagni venivano usati per diversi scopi. Alcuni erano fonti di acqua potabile solo per gli abitanti, altri invece erano adibiti alla soddisfazione di necessità come il lavaggio dei panni e l’irrigazione dei vigneti. Gli stagni più numerosi erano punti importanti per abbeverare le bestie al pascolo. Questi ultimi erano proprietà comune di tutti i proprietari terrieri. Ogni parcella agricola aveva in tal modo accesso all’acqua il quale era recintato con un muretto a secco chiamato derit. La larghezza della via che era l’accesso allo stagno dipendeva dalla misura dello stagno stesso, dalle dimensioni e dal numero dei terreni agricoli. Perciò l’accesso ad alcuni stagni era largo solo qualche metro. Un esempio di stagno circondato dal muretto a secco è la Pogana.